Precarieta

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Precarieta

Post  Admin on Wed Mar 19, 2008 6:39 pm

La precarietà affligge oramai più di una generazione in Italia E' una coseguenza naturale e obbligata della globalizzazione o i nostri governi stanno gestendo la situazione lavorativa peggio che in altri paesi indiustrializzati?

Le vostre esperienze all'estero cosa vi fanno pensare?


Last edited by Admin on Wed Mar 19, 2008 10:38 pm; edited 2 times in total

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prova

Post  italian on Wed Mar 19, 2008 9:49 pm

prova prova

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W la precarietà! (e a casa chi ne ha contribuito la radicalizzazione....)

Post  Luigi-Be on Fri Mar 21, 2008 11:55 am

ciao ale, ciao tutti

su questo tema ci sarebbe da discutere per ore ed ore.

credo tuttavia che un confronto fra l'italia e altri stati (nella mia esperienza europei), possa essere molto costruttivo per migliorare le condizioni di vita di milioni di lavoratori "parasubordinati/atipici = precari" in italia.

anche nei supermercati tedeschi, per restare sull'esempio, a determinate ore della sera (edeka, kaiser...) subentra personale di agenzie interinali, in sostituzione di coloro impiegati direttamente dal supermercato. in generale credo che il lavoro sia difficile per tutti: monotono, ripetitivo, alienante. tuttavia non penso che qualcuno si sognerebbe mai di impedire ad un lavoratore di poter andare in bagno.

la cosa che più mi spaventa della vicenda è l'agressione fisica e psicologica subita al ritorno sul posto del lavoro, come se si volesse, da parte dei datori di lavoro, che i precari fossero tenuti a bada con l'intimidazione e la violenza, non solo fisica.

io credo che a tutto questo ci si debba ribellare: le motivazioni della precarietà sono molteplici e richiederebbero ore ed ore di approfondimenti. il fatto che il sistema economico internazionale, capitalistico, abbia subito negli ultimi 15/20 anni un'accelerata clamorosa, mettendo in competizione tutti contro tutti, è il motivo principale per cui si è arrivati alla situazione attuale di instabilità ed incertezza nelle programmazioni economiche da cui deriva, da parte delle imprese, la necessità di mantenere flessibile la forza lavoro (ovvero di poterla mandare a casa se le cose cominciano ad andare in merda).

quello che non posso tollerare è l'arroganza di chi ci ha governato e governa tutt'ora: sfruttano la nostra forza ed il nostro potenziale a loro vantaggio, per mantenere il sistema competitivo e produttivo, non riconoscendo che se siamo arrivati a questo punto la causa è da ricercarsi nella loro ignoranza e scarsissima lungimiranza: sono stati infatti loro a sottoscrivere il trattato sul wto e ad assistere ignari e passivi alle dinamiche della new economy di fine anni 90, boom indiano e cinese e turbocapitalismo.

nelle settimane scorse berlino ha subito 12 giorni di paralisi a causa dello sciopero del personale della metropolitana. ho letto delle loro ragioni e sono da un certo punto di vista molto condivisibili: protestano contro il caro vita, il loro contratto non viene rinnovato da molti anni, richiedono un aumento dell'8%.

tuttavia è stato molto frustrante vedere che il diritto di sciopero, sacrosanto in teoria per ciascun lavoratore, non si applica anche a me, lavoratore precario con contratto ad un anno. che cazzo sciopero a fare, se non ho alcun potere di contrattazione ed alcun diritto che tutela in caso di astensione dal lavoro la mia posizione?

credo che una politica moderna debba affrontare questi temi, con energia, determinazione. credo altresì che la classe politica attuale abbia già dimostrato di esserne incapace: abituata a logiche oramai obsolete, sia di mercato che di contrattualistica, non è più in grado di offrire reali soluzioni ad una generazione, quella dei precari, la cui forbice va sempre più allargandosi (oramai cominciano i 35enni e si arriva in basso fino ai 16enni neo entrati sul mercato del lavoro).

solamente per questo motivo, voterei (e voterò) uno come alessandro, che ha 25 anni, che viene dal callcenter, il cui desiderio di uguaglianza, giustizia e legalità mi garantisce che quelle che sono le mie necessità ed i miei diritti verrebbero adeguatamente rappresentati nelle "alte sfere" della politica.

un saluto, a presto

luigi

Luigi-Be
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